Come è fatta una planetaria: caratteristiche, funzioni, programmi, fruste, costi

Da tempo desideriamo riuscire a preparare un impasto degno, dunque, finalmente, dopo tanta attesa, siamo riusciti ad avere quella famosa e tanto agognata impastatrice planetaria. Ma, adesso dobbiamo fare molta attenzione a non farci prendere dalla foga di iniziare a utilizzarla, rischiando così di fare tanti danni invece di farne il giusto uso. Chiaro che la voglia di preparare subito un dolce o anche il buonissimo pane risulta essere tanta, ma la prima cosa che dovremo fare, come quando si acquista qualsiasi cosa nuova, è quella di consultare il libretto delle istruzioni.

Come utilizzare al meglio l’impastatrice planetaria

Ogni tipologia di impastatrice planetaria ha sicuramente le sue caratteristiche e ognuna deve essere trattata diversamente. Vedremo che la potenza, i materiali e gli accessori, sono tutti degli elementi che vanno presi in considerazione. Questo è necessario per un utilizzo corretto e per far si che la nostra impastatrice sia in grado di essere di aiuto in cucina per molto tempo. Ci sono delle linee guida che devono essere seguite e che valgono per tutte le tipologie di planetarie. Curiosi di scoprirle? Andiamo a vederle tutte.

Rispettare il motore

Come capiremo imparando ad utilizzarla, il cuore della planetaria è il motore stesso, perché logicamente senza di esso non potrebbe funzionare. Questo può essere sia:

  • a trazione diretta
  • a trazione a cinghia.

La differenza che vige tra di loro la si ritrova nel fatto che nel primo non sussiste la dispersione di energia, per cui per questo motivo vedremo dei modelli che avranno appena 300 Watt di potenza. Ma, nel secondo caso, invece, l’energia che viene dispersa è molta, infatti un buon motore con trazione a cinghia dovrà avere almeno 1000 Watt.

Potenza del motore

La potenza del motore è sicuramente uno di quegli elementi da cui ne andrà a dipendere il costo di una planetaria. Difficilmente vedremo che un’impastatrice economica potrà avere un motore da 1500 Watt. Per cui, se la nostra planetaria dovesse essere un modello economico, con molta probabilità avrà un motore che va dagli 800 ai 1000 Watt. Difatti, queste planetarie sono sicuramente perfette per chi non ha delle particolari esigenze e inoltre permettono di impastare di tutto. Attenzione, però, alle quantità! Un motore poco potente ha il rischio di ritrovarsi in difficoltà, soprattutto con tutti gli impasti più corposi, come potrebbe essere quello della pasta. Per cui, che cosa fare? Rispettate tutte le dosi che vengono indicate sul libretto di istruzioni e, se tali dosi non sono indicate, partite con una dose minima di 500 g di impasto.

Dosi consigliate in base ai motori

Ecco, orientativamente, le dosi che vengono consigliate per gli impasti, come per esempio quello per il pane o quello per la pasta, a seconda della potenza del motore sono:

  • motore fino a 1000 Watt a trazione a cinghia circa 500-600g;
  • motore dai 1000 ai 1500 Watt circa 700 g -1 Kg.

Ma che cosa accade se non rispettiamo le dosi che vengono consigliate? La risposta è piuttosto facile da dare. Perché il motore potrebbe surriscaldarsi e quindi si danneggerebbe o si romperebbe del tutto, causando così l’inutilizzo della planetaria e dovendo ricomprarne una. Invece, per tutte le planetarie a presa diretta, sicuramente la situazione è un po’ diversa. Con un motore che sarà di appena 300 Watt sarà possibile impastare fino a:

  • 1 Kg di impasto per pane o per pasta. Qui, anche i tempi risultano diversi, è il motore a presa diretta che potrà rimanere in funzione per un lasso di tempo maggiore.

Per quanto tempo può lavorare una planetaria?

Legate al motore ci sono tutte le diverse tempistiche: ogni planetaria, difatti, ha un determinato tempo in cui potrà lavorare in modo consecutivo. Infatti, sempre in modo orientativo, una planetaria economica che è da 1000 Watt può lavorare per circa 5 minuti di fila, dopo tale tempo è consigliabile farla riposare. Invece, quelle che risultano essere le planetarie più costose potranno lavorare anche per 10-15 minuti, senza che abbiano alcun tipo di problema.

I materiali

Sicuramente quello che risulta essere un altro elemento fondamentale, sono i materiali, ovvero quelli che vengono impiegati in quella che è la costruzione della planetaria. Nella maggioranza dei casi troveremo una scocca in plastica ma, quello che deve interessarci con maggior attenzione, sono tutti gli ingranaggi e i mandrini. Infatti, nelle planetarie economiche è facile che si vadano a trovare alcune parti essenziali, come dunque anche l’attacco per le fruste, che viene solitamente realizzato in plastica. Anche in tal caso, sovraccaricare di lavoro l’impastatrice planetaria non è una buona cosa, perché potrebbe causare dei danni irreparabili per quanto riguarda gli attacchi del motore, rendendo inutilizzabile la nostra impastatrice planetaria.

È dunque normale che la plastica sia molto più soggetta ad usura e che, quindi, abbia ovviamente una durata inferiore rispetto alle planetarie che vengono completamente realizzate in acciaio e alluminio.

Le fruste

Eccoci, infine, a come utilizzare al meglio le fruste. Vedremo che tutte le planetarie hanno in dotazione una base che comprende 3 fruste:

  • la frusta a filo,
  • la frusta a foglia, che viene anche detta frusta piatta,
  • il gancio.

Per cui, capiremo che fare la scelta di utilizzare la giusta frusta per ogni impasto ci permetterà poi di poter ottenere un risultato migliore e, quindi, di far sforzare il meno possibile la nostra planetaria. Vedremo adesso quali sono tutti gli utilizzi delle fruste:

  • frusta a filo: è quella frusta che si utilizza per montare. Infatti, grazie ai suoi fili in acciaio permetterà di inglobare l’aria e di andare a montare qualsiasi tipologia di impasto. Si utilizzerà con delle preparazioni molto morbide. Un utilizzo scorretto o anche una cattiva conservazione può portare a piegare i fili, compromettendo l’efficacia della frusta.
  • la frusta a foglia: è quella frusta che viene utilizzata per impastare le frolle o per gli impasti semi densi come i cupcake.
  • Il gancio: è quella frusta che viene utilizzata nell’arte bianca. Quasi la totalità dei lievitati è lavorata tramite il gancio poiché la lavorazione con tale accessorio favorisce l’incordatura, cioè stiamo parlando della formazione della maglia glutinica che poi va a permettere all’impasto di lievitare.

In conclusione

Per cui, abbiamo visto quelle che sono le linee guida che permettono di dosare nel miglior modo possibile tutte le quantità e anche il tempo per avere un motore che sia sempre funzionante e per le giuste fruste, così da avere un risultato migliore.

Amante della scrittura. Appassionata della lettura e dell’arte. Scrivo dai periodi delle medie, ma dopo il liceo ho iniziato a perfezionarmi. Ho collaborato con qualche casa editrice, due pubblicazioni certificate e molte altre in self.  Da sempre ho creduto nella passione per la scrittura degli articoli, mi piace tutto ciò che ruota attorno alla tecnologia, alla musica e tutto ciò che concerne la comunicazione. Sono felice di poter scrivere articoli su questi temi.

Back to top
menu
Impastatrici e Planetarie